Quel brutto mostro della paura

La paura. Quel brutto mostro che ci si para davanti e ci costringe a fermarci quando dobbiamo affrontare qualcosa cui teniamo molto, quando ci prepariamo a sostenere una prova che comporta il confrontarci con le nostre fragilità, quando vorremmo avventurarci in una situazione sconosciuta che comporta qualche rischio.

O, se preferisci, la paura è quella forza che ci afferra da dietro impedendoci di fare il passo decisivo che ci può portare oltre il confine limitante della nostra zona di comfort per imboccare la strada della realizzazione dei nostri sogni.

Insomma, in qualunque modo scegli di raffigurarla, la paura rappresenta comunque, l’incarnazione di ciò che ci limita, ci blocca, ci fa sprofondare in un o sterile e doloroso immobilismo.

Prova a pensarci un attimo.

C’è qualcosa che ti piacerebbe fare o essere nella tua vita?

Pensa a una cosa che desideri, ma verso la quale ancora non hai avuto l’ardire di incamminarti. Cosa ti impedisce di farlo e di raggiungerla?

Cos’è che ti tiene bloccato?

Nella maggior parte dei casi, la risposta è sempre la stessa: la paura!

Paura di sbagliare, di non essere all’altezza, di venire giudicato, e così via …

Di fronte a questa emozione, in genere, si possono avere due reazioni opposte: combattere o fuggire. Nei casi in cui non possiamo fare né l’uno, né l0’altro, eccoci bloccati, letteralmente proiettati nel bel mezzo di una palude di inazione. Non abbiamo la forza di andare né avanti, né di tornare indietro. Semplicemente restiamo dove siamo. Magari autoconvincendoci che è la cosa migliore da fare, che non abbiamo scelta. Che, in fondo, va bene così. Ma va davvero bene così? Davvero non abbiamo scelta? O stiamo semplicemente permettendo alla paura di dominare la nostra vita?

Ricordati che non si nasce con la paura, la paura la si apprende. E come la si è appresa, la si può benissimo disimparare. Inoltre, le paure vanno distinte in paure reali – e quindi utili – e paure immaginarie e quindi, inutilmente limitanti. Ad esempio, sentire paura nello sporgerti da un terrazzino al centesimo piano è una paura reale e di cui va tenuto conto, in quanto ci protegge da un pericolo vero, quello di precipitare. Diversamente la paura del giudizio altrui, nel fare qualcosa che ci espone, è una paura immaginaria che ci impedisce di fare esperienze nuove e di imparare qualcosa che ancora non sappiamo fare.

Per cominciare ad andare oltre le tue paure, puoi fare tre cose:

  1. Diventa consapevole delle tue paure. La paura è uno di quei mostri che amano agire nell’ombra, meno li guardi in faccia, più forza acquistano. Il solo stanarli, fa perdere loro potere. Vedere quale tipo di paura ti blocca, inoltre, ti permette di passare al punto 2.
  2. Distingui tra paure reali e paure immaginarie. Chiediti, in sostanza: questa cosa che mi fa paura è davvero concreta? Cioè, cosa mai mi può accadere veramente? E’ utile per me, per la mia sopravvivenza, per la mia salute? O mi induce solo una proiezione catastrofica di danni immaginari?
  3. Se la paura che ti blocca è reale, pensa a un’azione che ti permetta di farvi fronte o di o di prevenirla, se è immaginaria sai che ci devi lavorare un po’ sopra, ma che non si tratta di un limite reale e insuperabile.

Eccoti uno dei possibili esercizi che ho trovato per aiutarti in questo passaggio:

  • chiudi gli occhi
  • pensa ad una situazione che ti evoca paura
  • assegna a questa sensazione un voto relativo all’intensità con cui si fa viva in te.
  • localizza nel corpo il modo in cui questa sensazione si fa sentire, attribuiscile un nome, un’immagine, paragonala a un oggetto, una forma, un colore, un suono.
  • percepisci come si muove in te (le emozioni si muovono sempre)
  • permettiti di guardarla negli occhi facendo in modo da consapevolizzare che si tratta di una forza che ti sta attraversando ma che non per questo ha il potete di prendere il controllo su di te
  • figurati mentre questa forza, così come te la se rappresentata, si dissolva o si allontani diventando piccola piccola o voli via, comunque si distanzi da te.
  • assapora la sensazione di libertà e leggerezza.

Potrebbero volerci più sedute, naturalmente per cominciare a sentire gli effetti, ma credo che valga la pena provare. Assapora e apprezza ogni piccolo progresso, e non lasciarti sconfortare dagli inciampi che non mancheranno ma che si faranno sempre più radi. Non esistono interruttori in questo campo, siamo tutti in cammino. Goditi il viaggio!

Trovi il video su Youtube, all’indirizzo: https://youtu.be/xH5vfEPZDA4