Il senso di colpa, utile o dannoso?

Nel percorso di costruzione di una vita ricca e soddisfacente, grande importanza rivestono gli stati emotivi che ci troviamo a vivere.

Emozioni e stati d’animo legati alla preoccupazione, alla paura, alla vergogna, rappresentano delle vere e proprie zavorre, in grado di bloccarci sulla via della nostra realizzazione personale.

In particolare, il senso di colpa, configura una condizione fortemente negativa, che ci impedisce di esprimerci al meglio e inibisce la nostra capacità di agire. Si tratta, infatti, di uno stato d’animo che non ha alcuna utilità rispetto al presente che stiamo vivendo.

Il senso di colpa viene spesso percepito e inteso come un elemento positivo. E’ come se ci dicessimo: “Mi sento in colpa per qualcosa che ho detto o che ho fatto, quindi non sono poi una brutta persona”.

In realtà, il compito di segnalarci che abbiamo fatto qualcosa che va contro i nostri principi appartiene piuttosto alla coscienza, che, come un’insegnante gentile, ci indica come stanno le cose e ci invita a cambiare qualcosa del nostro comportamento.

Il senso di colpa, invece, è come un dittatore cattivo, che ci dice che siamo sbagliati – noi, proprio noi e non le nostre azioni – che siamo indegni, malvagi e non meritevoli di amore. Il senso di colpa, in poche parole, individua un comportamento singolo, un pensiero o un sentimento e li generalizza, estendendoli all’intera nostra identità.

Il senso di colpa ci schiaccia con la sua negatività, ci fa sentire deboli e impotenti. Paradossalmente, anzichè migliorarci, tende a perpetuare il comportamento che ne è all’origine.

Il processo è grosso modo questo:

  • Mettiamo in atto un comportamento egoista che danneggia qualcuno,
  • Lo sappiamo oppure sentiamo che è una cosa sbagliata e che vorremmo non aver fatto, e cominciamo a sentirci in colpa,
  • Il disagio cresce fino a rendere la sofferenza insopportabile e questo ci spinge a cercare sollievo nella ricerca di una causa esterna che ci avrebbe indotto a comportarci in quel modo. Cominciamo a dirci, per esempio: “Ma se lui o lei non avesse fatto o detto quello … se gli altri avessero capito che …”, e così via.
  • Questo, alla lunga, porta a giustificare il proprio comportamento con una spiegazione razionale e quando ci ritroveremo in situazioni simili tenderemo a reiterare lo stesso agire.

Molto più utile che affogare nei sensi di colpa, dunque, è imparare ad assumerci le nostre responsabilità.

Quando mettiamo in atto un comportamento che giudichiamo contrario ai nostri principi, affermiamo a noi stessi che abbiamo fatto qualcosa che non ci piace e ripromettiamoci di porci rimedio o di agire diversamente in una prossima occasione.

Quindi, premiamoci per la nostra assunzione di responsabilità e prendiamo le distanze dai sensi di colpa.

Provate e vi accorgerete di fare passi da gigante sulla via delle vostra crescita personale.